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Ports of Genoa R-Evolution, adesso la Svizzera ci crede

Si è tenuta al LAC di Lugano l’ormai tradizionale conference “Un mare di Svizzera”, giunta alla quinta edizione, che rappresenta un‘occasione di confronto tra istituzioni e operatori logistici e portuali di Italia e Svizzera.

Dopo i saluti delle istituzioni locali svizzere e liguri, il Presidente Paolo Emilio Signorini ha aperto i lavori illustrando lo stato dell’arte delle opere in atto nel sistema portuale, principalmente legate al Programma Straordinario degli Interventi e agli obiettivi futuri.

“Arrivati alla quinta edizione di un Mare di Svizzera risulta evidente l’interesse per l’Italia, per Genova, per il Nord Ovest, per la Svizzera e più in generale per il corridoio Reno Alpi ed è giusto confrontarsi in questa importante occasione illustrando le ultime novità relative al sistema portuale del Mar Ligure Occidentale”, ha dichiarato il Presidente Signorini. “Uno degli ingredienti per poter parlare è essere credibili. Se ci ritroviamo a Lugano dopo 5 anni è perché i progetti presentati allora sono partiti o sono stati realizzati e risulta evidente che stiamo parlando di un sistema in movimento.” Nel corso del suo Keynote Speech Signorini ha evidenziato alcuni punti strategici del ragionamento che lega il sistema portuale dei porti di Genova e Savona alla Svizzera ovvero il potenziamento del corridoio Reno Alpi, dei nodi logistici e dei volumi di traffico tra i due Paesi.

Il Presidente ha proseguito presentando un aggiornamento degli interventi in corso legati al Programma Straordinario soffermandosi sull’accessibilità marittima – ricordando che i lavori per la realizzazione della nuova diga partiranno a inizio 2023 e dovranno concludersi entro novembre 2026, come previsto dal PNRR – sull’accessibilità stradale, ferroviaria e aerea sottolineando come rendere il corridoio più performante è di primaria importanza per Italia e Svizzera. “Una porta d’ingresso da sud che garantisca standard di operatività elevati consente di avere maggiori volumi sul territorio, maggiori attività logistiche e maggiori servizi, tutti settori in cui la Confederazione Elvetica ha una posizione di forza. È stato uno sforzo importante per l’amministrazione realizzare 60 gare di cui 34 appalti integrati per un totale di 2,5 miliardi in tre anni. Una stazione appaltante in grado di svolgere un lavoro di questo tipo ci permette di guardare con fiducia al futuro immaginando che negli anni a venire saremo in grado di affrontare nuove sfide”.

Signorini si è inoltre concentrato sul traffico ferroviario e su come l’AdSP stia investendo per consentire l’aumento della quota di traffico con questa modalità. “Come Sistema, dal 2018 al 2022, siamo cresciuti del 24,5% per numero di treni complessivi. Allora il rail-ratio era 13,4% ora abbiamo raggiunto il 16,5 % grazie anche al potenziamento dei collegamenti con Svizzera e Germania”.

Il Presidente ha ribadito gli obiettivi da raggiungere entro il 2026: la conclusione di tutti i progetti infrastrutturali del Programma Straordinario degli Interventi, l’avvio di nuovi investimenti come il completamento del processo di digitalizzazione – in particolare quello legato alle operazioni ai varchi – l’integrazione operativa del sistema portuale con le aree retroportuali, la fluidificazione dei flussi veicolari e ferroviari, l’innalzamento dei livelli di security e l’implementazione del Port Community System. In ultima battuta il Presidente ha sottolineato la strategicità della sustainability ricordando le principali attività che l’Autorità di Sistema portuale sta portando avanti quali l’efficientamento energetico, il cold ironing, il fotovoltaico e l’utilizzo di combustibili meno inquinanti.

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