Si è svolto questa mattina nella Sala della Sibilla del Complesso Monumentale del Priamar di Savona il Consiglio nazionale di ANGOPI, l'Associazione Nazionale dei Gruppi Ormeggiatori e Barcaioli dei Porti Italiani, ospitato dal Gruppo Ormeggiatori dei Porti di Savona, Vado Ligure e Imperia.
Ad aprire i lavori è stato Marco Balestrino, presidente della Società Cooperativa Gruppo Ormeggiatori dei Porti di Savona, Vado Ligure e Imperia, che ha dato il benvenuto ai rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, del cluster marittimo-portuale e della categoria provenienti da tutta Italia tra cui il Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, l'ammiraglio Sergio Liardo Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e il presidente di ANGOPI Paolo Potestà.
Al centro del confronto il tema “Gli ormeggiatori: operatori per la sostenibilità portuale e per l'accesso ai porti”, con un focus sul contributo essenziale della categoria alla sicurezza della navigazione, all'efficienza delle operazioni portuali e alla continuità delle catene logistiche.
Nel suo intervento, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, ha evidenziato come la sostenibilità di un porto non possa essere limitata alla sola dimensione ambientale, ma debba comprendere anche l'efficienza operativa e la capacità di garantire manovre sicure e tempestive. "La sostenibilità di un porto è strettamente legata anche alla sua efficienza: alla capacità di accogliere le navi, ormeggiarle in sicurezza, consentire loro di manovrare senza rischi e svolgere le operazioni di carico e scarico nel minor tempo possibile. Questo tipo di sostenibilità sarebbe impossibile da raggiungere senza la professionalità degli ormeggiatori", ha sottolineato Paroli. “Nel 2025 il Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Genova, Savona e Vado, ha movimentato 63 milioni di tonnellate di merci. Abbiamo accolto 5 milioni di passeggeri che si sono imbarcati o sbarcati nei nostri porti e abbiamo registrato il record storico di 3 milioni di container movimentati. Tutto questo flusso di persone e merci ha generato 7.616 manovre portuali. Si tratta di circa 20 manovre al giorno in media, con punte che in alcune giornate hanno raggiunto anche i 50 movimenti. Sono numeri impressionanti, che testimoniano quanto la professionalità dei servizi tecnico-nautici sia indispensabile. Una professionalità che è cresciuta nel tempo e che ha consentito di sostenere questi volumi in costante aumento, garantendo al contempo l’assenza di incidenti. Un risultato che testimonia l'evoluzione e la crescente specializzazione della categoria. Dall'introduzione delle tecnologie innovative, come il sistema Shore Tension utilizzato nei Ports of Genoa dal 2016 per garantire l'ormeggio sicuro delle grandi navi, fino alla recente riforma che ha introdotto la certificazione professionale dell'ormeggiatore, il settore ha saputo coniugare tradizione marinaresca, innovazione e formazione continua.” ha concluso il Presidente.
Il Consiglio nazionale di Savona ha confermato il ruolo strategico degli ormeggiatori all'interno del sistema portuale italiano, evidenziandone il contributo fondamentale alla sicurezza, all'efficienza operativa e alla sostenibilità dei porti, in un contesto caratterizzato da traffici in crescita e da una crescente complessità delle operazioni marittime.


