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17 Settembre 2026
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Nuovo piano regolatore portuale, al centro operatività nautica e servizi alle merci

Con Piloti, Rimorchiatori e Ormeggiatori approfondite accessibilità, sicurezza delle manovre e compatibilità delle funzioni nei diversi bacini portuali. Assagenti e Spediporto richiamano la tutela delle rinfuse, gli spazi per i container vuoti e un centro unificato per i controlli frontalieri.

Il percorso di definizione del nuovo Piano Regolatore Portuale è proseguito questa mattina con un approfondimento dedicato ai servizi tecnico-nautici, chiamati dall’Autorità di Sistema Portuale a valutare le configurazioni allo studio sulla base dell’esperienza di chi, ogni giorno, opera direttamente nell’ingresso e nell’uscita delle navi e ne conosce quindi le esigenze di manovra, le condizioni meteomarine e le criticità operative.
Il confronto con Piloti, Rimorchiatori e Ormeggiatori, rappresentati rispettivamente da David Manganiello, Silvio Bignone e Flavio Bertorello, ha riguardato i diversi bacini del porto di Genova – Levante, bacino storico, Sampierdarena e Prà – mettendo in relazione le destinazioni funzionali ipotizzate dal nuovo Piano con le condizioni necessarie a garantire accessibilità nautica, sicurezza e piena operatività degli accosti.
Per l’area di Levante, dove la proposta punta a consolidare e sviluppare la vocazione industriale legata alla cantieristica, al refitting e alla nautica, gli approfondimenti hanno riguardato in particolare la compatibilità tra sviluppo delle attività, configurazione degli spazi a mare e condizioni di manovra.
Nel bacino storico e a Sampierdarena, il confronto si è concentrato sulla possibile evoluzione e compresenza delle diverse funzioni – passeggeri, rotabili e container – e sulle condizioni nautiche che dovranno accompagnare le future configurazioni delle banchine. Le osservazioni raccolte hanno consentito di verificare alcune delle ipotesi già contenute nella proposta e altre emerse nel corso dei precedenti incontri con gli operatori, evidenziando aspetti che richiederanno ulteriori approfondimenti prima della definizione delle soluzioni da inserire nel Piano.
Analoga attenzione è stata dedicata a Prà, dove, accanto agli scenari relativi alla futura configurazione del terminal, sono state approfondite le condizioni di accesso al bacino e le possibili soluzioni per migliorare le manovre delle navi. Anche in questo caso sono emerse indicazioni tecniche sulle diverse ipotesi allo studio, da verificare rispetto alle condizioni meteomarine, alla protezione del bacino e alla sicurezza degli accosti.
Il contributo dei servizi tecnico-nautici assume particolare rilievo proprio per la natura del nuovo PRP: la definizione delle destinazioni funzionali deve essere accompagnata dalla verifica della loro concreta operabilità. La possibilità di accogliere navi di dimensioni e caratteristiche differenti, la geometria degli accessi, gli spazi necessari alle manovre e le condizioni di vento e mare rappresentano elementi che incidono direttamente sulla capacità delle infrastrutture previste dal Piano di funzionare in condizioni reali.
Le indicazioni raccolte saranno quindi integrate negli approfondimenti tecnici già in corso. L’Autorità metterà inoltre a disposizione dei servizi tecnico-nautici gli studi disponibili sulle diverse configurazioni, così da acquisire ulteriori valutazioni e verificare le soluzioni prima della definizione della proposta di Piano.

Nel corso dell’incontro pomeridiano con le associazioni di categoria, Assagenti (Gianluca Croce e Massimiliano Giglio) e Spediporto (Giampaolo Botta, Stefano Quaranta, Marcello Calamarà e Nicola Pitto) hanno espresso una valutazione positiva dell’impostazione flessibile e polifunzionale del Piano, sottolineando l’importanza di salvaguardare e sviluppare i traffici di rinfuse, evitando che eventuali riempimenti e riorganizzazioni delle calate ne limitino la movimentazione. In questa prospettiva, è stata richiamata la necessità di garantire la continuità delle diverse funzioni portuali, senza penalizzare alcuna merceologia.
Le associazioni hanno inoltre evidenziato l’esigenza di ampliare gli spazi a terra destinati alla gestione dei container vuoti. Sul tema, l’AdSP ha illustrato la possibilità di creare un polmone aggiuntivo per lo stoccaggio, attraverso la disponibilità di aree sulla sponda destra del torrente Polcevera.
Tra le istanze emerse anche la richiesta di realizzare un centro unificato per i controlli frontalieri, in grado di concentrare e coordinare le verifiche sanitarie e veterinarie sulle merci provenienti da Paesi terzi, riconducibili alle funzioni dei PIF (Posti d’Ispezione Frontalieri) e dei PED (Punti di Entrata Designati). Secondo gli operatori, una struttura adeguatamente dimensionata e organizzata consentirebbe di rendere più efficienti i controlli e di prevenire rallentamenti nella gestione delle merci, anche in previsione della crescita dei traffici.

L’AdSP ha confermato la disponibilità ad approfondire la possibile collocazione di questa funzione nel disegno del Piano, nell’ambito delle valutazioni sulla futura organizzazione degli spazi portuali e sulle esigenze operative del sistema.

«Un Piano Regolatore Portuale deve saper guardare lontano, ma partire dalla realtà concreta di un porto: dalle manovre delle navi, dagli spazi necessari alle merci, dalle infrastrutture e dai servizi che rendono possibile ogni giorno l’attività degli scali. Il confronto con i servizi tecnico-nautici ci ha consentito di approfondire aspetti essenziali per l’accessibilità e la sicurezza dei bacini, mentre quello con Assagenti e Spediporto ha riportato al centro l’esigenza di preservare la polifunzionalità del sistema, garantendo spazio e prospettive di sviluppo a tutte le merceologie, dalle rinfuse ai container. È emersa anche la necessità di rendere più efficiente l’organizzazione dei controlli sulle merci, in vista dell’evoluzione dei traffici. Sono indicazioni che confermano quanto sia importante progettare il futuro dei porti partendo dalla conoscenza delle loro esigenze operative. La sfida è costruire un assetto capace di tenere insieme sicurezza, efficienza e sviluppo, valorizzando le specificità di Genova e Savona-Vado all’interno di una visione unitaria del sistema portuale» dichiara il Presidente Matteo Paroli.

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