Si è svolto oggi il tavolo tecnico-operativo dedicato al coordinamento dell’accessibilità stradale e ferroviaria del porto di Genova in vista della chiusura totale del Varco Etiopia, programmata a partire dal prossimo 17 agosto nell’ambito dei lavori, a cura di Autostrade per l’Italia, propedeutici alla realizzazione del tunnel subportuale.
L’incontro, presieduto dal Segretario Generale Tito Vespasiani, ha consentito di aggiornare gli operatori del cluster portuale sullo stato di avanzamento delle lavorazioni e di verificare le misure organizzative e infrastrutturali predisposte per contenere gli impatti della chiusura, assicurando la continuità dei collegamenti con i terminal del bacino di Sampierdarena.
Sul fronte stradale, la pianificazione prevede la distribuzione dei flussi attraverso il sistema alternativo costituito dai principali accessi portuali, tra cui i varchi di ponente a raso e in quota e Albertazzi-Passo Nuovo. Il nuovo assetto può inoltre contare sull’entrata in esercizio della nuova sopraelevata portuale e del collegamento con il varco di San Benigno, attivati nel mese di giugno.
Dal 17 agosto la chiusura interesserà anche il binario ferroviario a raso in corrispondenza del Varco Etiopia. Durante la modifica temporanea dell’infrastruttura, prevista dal cronoprogramma fino al 10 ottobre, il collegamento ferroviario con il bacino di Sampierdarena Levante sarà garantito attraverso la Linea Campo.
Le attività comprendono inoltre la realizzazione di un nuovo binario di collegamento tra la linea ferroviaria e l’officina destinata alla riparazione e alla manutenzione dei locomotori. L’intervento, realizzato da Autostrade per l’Italia in coordinamento con l’Autorità di Sistema Portuale, è stato pianificato tenendo conto della configurazione prevista per il potenziamento della stazione di Genova Fuorimuro, così da evitare ulteriori future interferenze con il traffico ferroviario sullo stesso tratto.
In questo quadro, assume particolare rilievo il coordinamento costante tra i diversi cantieri che operano nell’area, necessario non solo per contenere le reciproche interferenze e salvaguardare l’operatività portuale, ma anche per armonizzare le fasi di lavoro e ottimizzare nel loro complesso gli interventi infrastrutturali in corso.
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