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28 Luglio 2026
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Dietro le banchine, la regia del futuro: la governance demaniale come leva di sviluppo e occupazione

 

 

Attraverso una intervista al presidente, vengono affrontati i principali temi che hanno caratterizzato il primo anno di mandato: dalla riorganizzazione dell'Ente al Piano Regolatore Portuale, dal rapporto tra porto e città agli investimenti infrastrutturali, dalla transizione energetica all'accessibilità, fino alle prospettive di sviluppo del sistema dei porti di Genova, Pra', Savona e Vado Ligure e dell'Aeroporto di Genova.
Ad affiancare l'intervista, una serie di contributi video dei direttori dell'Autorità di Sistema Portuale racconta il lavoro svolto quotidianamente dalle diverse strutture dell'Ente. Un'occasione per conoscere competenze, professionalità e progetti che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono ogni giorno al funzionamento e alla crescita del primo sistema portuale italiano.
Lo speciale vuole offrire uno strumento di approfondimento rivolto agli operatori, alle istituzioni e ai cittadini, con l'obiettivo di raccontare il lavoro svolto, i risultati già conseguiti e il percorso ancora da compiere in un mandato che guarda ai prossimi anni con una visione di lungo periodo.

Presidente, qual è la fotografia più fedele di questo primo anno di lavoro?

Più che una fotografia, parlerei di un percorso. Il primo anno è servito a creare le condizioni perché un sistema portuale complesso come il nostro potesse affrontare con ancora maggiore efficacia le sfide dei prossimi anni. Ho trovato un'Autorità con competenze tecniche e amministrative di altissimo livello. Il primo obiettivo è stato valorizzare questo patrimonio, rafforzando l'organizzazione dell'Ente, investendo sulle persone e rendendo ancora più efficaci i processi decisionali.

Per me governare significa anzitutto mettere le professionalità nelle condizioni di lavorare al meglio. Le grandi opere arrivano dopo. Prima vengono la capacità amministrativa, il metodo, la programmazione e il lavoro di squadra. In questi mesi abbiamo inoltre rafforzato il confronto con le istituzioni, con gli operatori del cluster marittimo-portuale e con il territorio, perché un sistema come il nostro può crescere soltanto attraverso una collaborazione continua tra soggetti pubblici e privati.

Oggi l'Autorità gestisce uno dei più importanti programmi infrastrutturali italiani. Qual è la sfida più complessa?

La vera sfida è realizzare infrastrutture strategiche senza fermare il porto. L'Autorità sta gestendo un programma di investimenti pubblici di oltre 3,6 miliardi di euro, all'interno del quale la nuova diga foranea rappresenta la più importante opera marittima attualmente in costruzione in Europa. A questo si affiancano gli interventi ferroviari, stradali, energetici e di riqualificazione delle aree portuali.

Nel corso del 2025 abbiamo immesso nel sistema economico circa 430 milioni di euro attraverso i pagamenti delle opere in corso, di cui 325 milioni destinati agli investimenti infrastrutturali.
Dietro questi numeri non ci sono soltanto risorse economiche. C'è la capacità di un'amministrazione pubblica di trasformare programmi complessi in cantieri, mantenendo al tempo stesso pienamente operativi gli scali di Genova, Savona e Vado Ligure. È questo il valore aggiunto che un'Autorità di Sistema Portuale deve garantire.

In questo primo anno uno dei temi più seguiti è stato il rapporto tra porto e città. Perché lo considera così centrale?

Perché lo sviluppo del porto non può essere separato dalla qualità della vita delle comunità che lo ospitano. Questo significa affrontare ogni giorno questioni molto concrete: la viabilità, l'accessibilità ai terminal, la convivenza tra traffico portuale e mobilità urbana, il coordinamento tra amministrazioni e operatori.
Abbiamo promosso un lavoro costante con Prefettura, Comune, Capitaneria di Porto, Forze dell'ordine, Agenzia delle Dogane, concessionari autostradali, Stazioni Marittime, compagnie di navigazione e tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei flussi, arrivando a istituire tavoli tecnici con riunioni periodiche per affrontare tempestivamente le criticità.
Credo che questo metodo di confronto permanente rappresenti un valore destinato a rimanere anche oltre la conclusione delle singole emergenze, perché il porto e la città non sono realtà separate ma parti dello stesso sistema.

Regolatore Portuale rappresenta probabilmente il passaggio più importante del mandato

Lo considero il principale progetto strategico dell'Autorità. Il Piano non definirà soltanto l'organizzazione degli spazi portuali. Disegnerà il ruolo che il sistema di Genova, Savona e Vado Ligure dovrà svolgere nei prossimi decenni all'interno delle reti logistiche nazionali ed europee.
Per questo abbiamo deciso di andare oltre quanto previsto dalla normativa.

Dai primi di settembre inizierà il confronto con tutte le istituzioni territoriali coinvolte nel procedimento di formazione del Piano. Parallelamente apriremo un percorso di ascolto con le associazioni dei cittadini e con le realtà rappresentative del territorio. Non è un passaggio imposto dalla legge, ma una scelta precisa.
Credo che una pianificazione di questa importanza debba essere accompagnata dalla massima condivisione possibile. Ascoltare non significa rinunciare alle responsabilità decisionali che competono all'Autorità, ma costruire un confronto più maturo, fondato sui dati, sulla conoscenza reciproca e sulla trasparenza.
Vorrei che questo diventasse un nuovo modo di intendere il rapporto tra il porto e le comunità che lo ospitano.

La competitività di un porto oggi passa anche attraverso sostenibilità, innovazione e sicurezza.

Sono dimensioni che non possono più essere considerate separatamente.
La transizione energetica rappresenta un fattore di competitività. L'elettrificazione delle banchine, i progetti dedicati ai carburanti alternativi, gli investimenti nei sistemi energetici, la digitalizzazione e le nuove tecnologie contribuiscono a rendere il porto più efficiente e attrattivo.
Lo stesso vale per la sicurezza. Oggi significa proteggere le infrastrutture fisiche, rafforzare la cybersecurity, adeguarsi agli standard europei e garantire continuità operativa a infrastrutture strategiche per il Paese.
Sono investimenti che producono benefici ambientali, ma anche maggiore efficienza e competitività dell'intero sistema logistico.

Quale Autorità di Sistema Portuale immagina al termine del suo mandato?

Un'Autorità sempre più autorevole sotto il profilo tecnico e amministrativo, capace di programmare, decidere e dialogare. Vorrei un Ente che continui a essere il punto di riferimento del cluster marittimo-portuale, che sappia accompagnare gli investimenti con una visione di lungo periodo e che rafforzi il rapporto di fiducia con il territorio.
Anche la comunicazione, in questo percorso, ha assunto un ruolo diverso. Non è soltanto lo strumento con cui si raccontano le attività dell'Autorità, ma una funzione che accompagna le decisioni, favorisce la trasparenza, rende comprensibili progetti complessi e rafforza il dialogo con istituzioni, operatori economici, cittadini e media.
Perché un porto competitivo non si misura soltanto dalle tonnellate movimentate o dalle opere realizzate. Si misura anche dalla capacità delle istituzioni di programmare, dialogare e costruire fiducia. È su questo terreno che intendiamo continuare a lavorare nei prossimi anni.

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Visita il sito www.portsofgenoa.com per approfondimenti sull’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale

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