L’AdSP sostiene le finalità della Fondazione, che mette a disposizione sei borse di studio per gli allievi dell’Accademia, rafforzando il legame tra Genova, il porto e le nuove generazioni di professionisti del mare.
Inaugurata oggi a Palazzo Tabarca, nel cuore del porto antico di Genova, la nuova sede dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile, punto di riferimento nazionale per la formazione delle professionalità del mare. Un luogo a ridosso del bacino portuale dove formazione, imprese, tecnologia e lavoro si incontrano, rafforzando il legame tra la città e il mondo marittimo. Alla cerimonia, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e della comunità marittimo-portuale, ha partecipato anche il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli.
Al centro dell’intervento del presidente Paroli, il valore della formazione per il futuro del sistema portuale e l’importanza di investire sulle nuove generazioni, chiamate a governare un settore in profonda trasformazione. Una trasformazione legata all’innovazione tecnologica, alla transizione energetica e alla digitalizzazione, che stanno modificando rapidamente mezzi, processi e competenze richieste e rendono sempre più stretto il rapporto tra formazione e necessità concrete dell’industria marittima. Rivolgendosi agli allievi dell’Accademia, Paroli ha richiamato il ruolo centrale delle conoscenze e della preparazione professionale, anche in un contesto caratterizzato da un crescente impiego di tecnologie avanzate. «Quando vi troverete ad assumere decisioni importanti insieme al vostro equipaggio, quelle decisioni non saranno prese da una macchina o da un calcolatore: saranno vostre e le assumerete sulla base delle conoscenze che apprenderete e studierete in questo percorso. Non dimenticatelo mai».
Un impegno che l’AdSP intende tradurre anche attraverso il sostegno alle iniziative rivolte ai giovani. In questo quadro si inserisce l’attività della Fondazione Istituto San Giorgio, che ha destinato sei borse di studio agli studenti dell’Accademia. L’Autorità, in coerenza con il rapporto istituzionale previsto dallo statuto della Fondazione, concorre a facilitarne e promuoverne le finalità, sostenendo un percorso che coniuga la tradizione marittima genovese con le nuove esigenze di formazione e qualificazione professionale.
«Noi, nel frattempo, come Autorità di Sistema Portuale, vogliamo dimostrare quanto crediamo nella formazione e nella scuola, anche attraverso la nostra Fondazione San Giorgio, che ha alle spalle una storia gloriosa di 130 anni. Proprio attraverso la Fondazione San Giorgio abbiamo messo a disposizione sei borse di studio per l’Accademia, nella convinzione che la grande tradizione marittima di questa città possa e debba sposarsi con una formazione professionale che oggi è profondamente cambiata, perché sono cambiati tantissimo i mezzi di trasporto, le tecnologie e le energie utilizzate».
Le radici dell’Istituto San Giorgio risalgono al 1894, con l’Asilo per gli Orfani della Gente di Mare. Una storia profondamente legata a Genova, al suo porto e alle famiglie dei lavoratori marittimi, che oggi trova una nuova espressione nell’attenzione alla formazione e alle opportunità professionali delle nuove generazioni. Il sostegno agli allievi dell’Accademia si inserisce in un contesto nel quale l’evoluzione tecnologica e operativa del settore richiede competenze sempre più specializzate. La nuova sede di Palazzo Tabarca, dotata di avanzati sistemi di simulazione navale e portuale, offre strumenti formativi per preparare i futuri professionisti alle responsabilità che li attendono a bordo e nei diversi ambiti del comparto marittimo e logistico.
«Voi rappresentate un valore altissimo per la nostra città, per il nostro porto e per il nostro sistema marittimo », ha sottolineato Paroli, richiamando il lavoro dell’AdSP per rendere i porti del sistema sempre più performanti, sicuri e capaci di accogliere le grandi navi che solcano i mari di tutto il mondo. Un obiettivo che richiede infrastrutture adeguate, efficienza operativa e, insieme, equipaggi preparati ad affrontare le responsabilità della navigazione anche negli scenari complessi del futuro. Infrastrutture e tecnologie devono necessariamente accompagnarsi a equipaggi formati ad altissimo livello professionale. Porti più moderni e sicuri hanno bisogno di persone preparate per poter funzionare al meglio».


