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Il Mare che muove l’industria: Paroli, “La sfida è fare sistema tra i porti”

Da Milano il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale rilancia il ruolo di una governance coordinata per evitare sovrapposizioni, valorizzare la specializzazione degli scali e rafforzare il collegamento tra porti, logistica e manifattura.

“I porti non sono troppi, purché siano coordinati e specializzati”. È questo il messaggio chiave lanciato dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Matteo Paroli, in risposta alla domanda del moderatore, intervenendo oggi al convegno “Il Mare che muove l’industria”, appuntamento dedicato al ruolo strategico delle infrastrutture marittime per la competitività del sistema produttivo nazionale promosso e organizzato a Milano dal Ministero per la Protezione civile e le politiche del mare con il supporto di Confindustria Assolombardia.

Nel corso dell’incontro, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale, logistico e marittimo per riflettere sul rapporto sempre più stretto tra porti, filiere produttive e sicurezza economica, Paroli ha richiamato l’attenzione sull’importanza di una logistica efficiente e resiliente, spesso invisibile proprio perché capace di garantire ogni giorno la continuità degli approvvigionamenti e degli scambi.

Partendo dall’evoluzione della portualità italiana dagli anni Novanta a oggi, il Presidente ha quindi affrontato il tema della riforma della governance portuale attualmente in discussione in Parlamento. Ripercorrendo il percorso che ha portato alla nascita delle Autorità di Sistema Portuale, Paroli ha evidenziato come il vero nodo non sia il numero degli scali, ma la loro capacità di operare all’interno di una strategia nazionale coordinata e condivisa.
“I porti non sono necessariamente troppi. Lo diventano se vengono messi in concorrenza tra loro”, ha affermato, sottolineando come in passato la mancanza di una regia centrale abbia talvolta favorito sovrapposizioni di investimenti e fenomeni di overcapacity, riducendo l’efficienza complessiva del sistema logistico nazionale. In questo quadro, il Presidente ha indicato nella futura Porti d’Italia S.p.A., prevista dal disegno di riforma, uno strumento potenzialmente decisivo per rafforzare il coordinamento tra le Autorità di Sistema Portuale, orientare gli investimenti e valorizzare le vocazioni dei singoli scali.
“L’obiettivo è decidere come investire nei porti e come specializzarli. È infatti impensabile che ogni porto possa fare tutto.” – ha osservato il Presidente Paroli – “I porti si differenziano per fondali, caratteristiche morfologiche, collegamenti ferroviari, stradali e aeroportuali, oltre che per le relazioni economiche con i rispettivi territori. Una regia nazionale dovrebbe valorizzare queste differenze e orientare gli investimenti in modo coerente.”

Come esempio concreto dei benefici derivanti dalla cooperazione tra scali, il Presidente ha richiamato il protocollo d’intesa sottoscritto tra le Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e del Mar Ligure Orientale per il coordinamento delle attività di dragaggio. Grazie all’accordo, i sedimenti provenienti dai dragaggi del porto della Spezia verranno utilizzati per il riempimento dei cassoni della nuova Diga Foranea di Genova, trasformando un’esigenza operativa di uno scalo in una risorsa per un altro. “Quando i porti dialogano e collaborano possono evitare inutili competizioni e concentrarsi sui veri concorrenti: i porti francesi, spagnoli, greci e, sempre più spesso, quelli del Nord Africa”.

Paroli, intervenuto nella seconda sessione del convegno dedicata al confronto tra gli operatori di settore, ha sottolineato il legame tra sicurezza degli approvvigionamenti, competitività industriale e valorizzazione della dimensione marittima del paese. L’attenzione è stata posta sul rapporto sempre più stretto tra il sistema portuale ligure e il cuore manifatturiero del Paese, sottolineando il valore strategico delle connessioni ferroviarie in corso di realizzazione. “Oggi si è parlato di Milano come di una città non particolarmente vicina al mare. È vero, ma tra pochi anni, con l’entrata in funzione a pieno regime del Terzo Valico, Milano disterà dal porto di Genova appena 55 minuti”. Una trasformazione destinata a modificare profondamente la geografia logistica del Nord Italia. La riduzione dei tempi di percorrenza e l’aumento della capacità ferroviaria consentiranno, infatti, di ampliare significativamente il mercato servito dai porti liguri verso il Piemonte, l’Emilia-Romagna, la Svizzera, l’Austria e la Germania meridionale, valorizzando pienamente il programma di investimenti infrastrutturali in corso.

“Questa evoluzione renderà pienamente coerenti i 3,6 miliardi di euro che lo Stato ha investito nel sistema portuale ligure”, ha evidenziato il Presidente, ricordando come gli interventi riguardino non solo le banchine ma anche le connessioni ferroviarie, le opere di ultimo miglio e le infrastrutture stradali necessarie a migliorare l’accessibilità degli scali e a ridurre i colli di bottiglia che gravano sui territori circostanti.

Paroli ha infine richiamato il ruolo delle cosiddette “autostrade del mare” come complemento essenziale allo sviluppo del trasporto ferroviario. In un Paese caratterizzato da lunghi corridoi di traffico lungo la direttrice nord-sud, il trasporto marittimo dei mezzi pesanti rappresenta infatti una soluzione in grado di ridurre congestione stradale, emissioni e costi logistici, trasferendo una parte significativa dei flussi dalla strada al mare.
I temi affrontati nel corso del convegno si intrecciano direttamente con il ruolo svolto dai porti di Genova e Savona-Vado per l’economia nazionale. Il sistema del Mar Ligure Occidentale serve il principale bacino manifatturiero italiano e uno dei mercati più industrializzati d’Europa. Un terzo dell’interscambio marittimo nazionale transita attraverso questi scali, che nel 2025 hanno movimentato 63 milioni di tonnellate di merci e circa 3 milioni di TEU, generando un contributo netto di 12,8 miliardi di euro al PIL italiano e 6,4 miliardi di euro di IVA.

Per rafforzare ulteriormente questa funzione strategica è in corso un programma di investimenti da 3,6 miliardi di euro che comprende la Nuova Diga Foranea, il potenziamento dei collegamenti ferroviari, le opere viarie di ultimo miglio, la digitalizzazione dei processi, l’elettrificazione delle banchine e gli interventi per l’efficienza energetica. L’obiettivo è trasformare il porto in una piattaforma sempre più integrata di logistica, energia, innovazione e dati, al servizio delle filiere produttive e della competitività del Paese.

Una visione che il Presidente Paroli ha sintetizzato nelle battute conclusive del suo intervento: “I porti non competono per sé stessi. Competono per le filiere produttive che servono, per i territori che collegano e per le imprese che devono poter contare su approvvigionamenti sicuri, energia disponibile, dati accessibili e connessioni efficienti con i mercati globali”.

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Visita il sito www.portsofgenoa.com per approfondimenti sull’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale

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