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08 Settembre 2026
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Nuovi PRP, terminalisti e operatori ferroviari al tavolo sulle azioni di piano

Doppio incontro con i principali interlocutori operativi del sistema portuale. Presenti ai tavoli i rappresentanti di Uniport, Assiterminal, Assologistica e Federlogistica, Agens e Fercargo.

Prosegue il programma di incontri promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale sulle proposte dei nuovi Piani Regolatori Portuali di Genova e Savona-Vado. Il Presidente Matteo Paroli, il Segretario Generale Tito Vespasiani e lo staff impegnato nella redazione dei PRP hanno incontrato oggi i rappresentanti di Uniport (Ignazio Messina, Francesco Beltrano, Emanuele Faranda e Massimiliano Riccardi), Assiterminal (Alessandro Ferrari e Luca Becce), Assologistica (Paolo Guidi) e Federlogistica (Davide Falteri), Agens (Luca Bassani, Massimo Morasso e Livio Ravera), Fercargo (Guido Porta).

Al centro dell’incontro le azioni di Piano, analizzate in relazione alle esigenze operative e tecniche dei terminal e alle prospettive di evoluzione dei traffici. Le ipotesi presentate partono da studi e approfondimenti già sviluppati, ma costituiscono una base di lavoro aperta a integrazioni ed eventuali soluzioni migliorative, da sottoporre alle necessarie verifiche tecniche e normative.
Uno dei cardini del PRP è la flessibilità delle destinazioni funzionali, per evitare che una pianificazione con un orizzonte di 25-30 anni introduca rigidità rispetto all’evoluzione della domanda, dei mercati e delle modalità operative. L’obiettivo è creare le condizioni per la crescita di tutte le componenti di traffico; gli studi economici assunti a riferimento indicano tuttavia container, rotabili e passeggeri tra i segmenti con le più significative prospettive di sviluppo.

Nel secondo appuntamento, dedicato al confronto con Agens e Fercargo, rappresentate rispettivamente dalla Direzione Strategie e Pianificazione Sviluppo Infrastrutture - Sviluppo e Infrastrutture Area Nord Ovest di RFI e Mercitalia Shunting & Terminal, sono state affrontate in particolare le tematiche relative al potenziamento del sistema ferroviario che rappresenta una condizione essenziale per accompagnare la crescita dei traffici e aumentare la capacità dei porti di trasferire quote crescenti di merci dalla strada alla ferrovia. Rafforzare l'ultimo miglio, i parchi e le stazioni ferroviarie interne alle aree portuali e le connessioni con la rete nazionale, anche nella prospettiva della piena valorizzazione delle opportunità offerte dal Terzo Valico consente di rendere più efficiente e meno impattante la logistica delle merci, contribuendo a coniugare lo sviluppo delle attività portuali con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di riduzione della pressione del traffico pesante sui territorio.

A supporto del lavoro con il cluster sarà inoltre resa disponibile una data room, che consentirà l’accesso alla documentazione di riferimento partendo da una base informativa comune.

Il presidente Matteo Paroli: «Un Piano con un orizzonte di 25 o 30 anni deve evitare, per quanto possibile, che le scelte di oggi precludano le opportunità di domani. Le azioni che presentiamo ricercano un punto di equilibrio tra le potenzialità di sviluppo che dobbiamo saper guardare nel lungo periodo e le condizioni economiche, operative, territoriali e istituzionali nelle quali quelle previsioni devono trovare concreta attuazione. Non si tratta soltanto di rispondere alle esigenze del presente, ma di preservare le possibilità del futuro. Per questo la flessibilità è uno dei cardini del Piano: non significa rinviare le scelte, ma evitare rigidità nelle funzioni e nell’utilizzo degli spazi che possano limitare nel tempo la capacità dei porti di adattarsi all’evoluzione dei traffici e dei mercati. Per trasformare le prospettive di crescita in sviluppo reale ciascuno deve fare la propria parte: l’Autorità deve pianificare e creare le condizioni infrastrutturali; gli operatori accompagnare queste opportunità con gli investimenti necessari; le istituzioni e i soggetti pubblici competenti contribuire, ciascuno nel proprio ruolo, a rendere possibili le scelte strategiche, anche quando richiedono di comporre interessi ed esigenze differenti. Un porto non cresce contro il proprio territorio, ma allo stesso modo un territorio che ospita un grande porto deve saper misurarsi con le esigenze del suo sviluppo. È su questo equilibrio che si gioca la capacità di trasformare la pianificazione in crescita reale, occupazione e competitività».

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Visita il sito www.portsofgenoa.com per approfondimenti sull’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale

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