Il ruolo strategico del sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, infrastruttura chiave per l’economia nazionale e per la capacità reattiva delle catene logistiche internazionali, è stato al centro dell’intervento del Presidente Matteo Paroli, in occasione della serata conviviale del Rotary Club Genova Golfo Paradiso.
In questo quadro, il Presidente ha affrontato anche il tema delle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz, evidenziando come l’attuale scenario richieda attenzione ma non stia producendo, al momento, effetti diretti sugli scali di Genova e Savona-Vado. Le navi bloccate nell’area del Golfo Persico sono stimate tra le 750 e le 1000 unità, con impatti finora limitati all’aumento dei costi di noli e assicurazioni. Le principali compagnie hanno infatti già diversificato le rotte, privilegiando il passaggio dal Capo di Buona Speranza. Non si registrano quindi congestioni o disservizi nei porti di Genova e Savona-Vado, anche grazie a una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti energetici: solo una quota tra l’8% e il 10% proviene dall’area del Golfo, mentre il principale partner è oggi rappresentato dal continente americano. Un elemento rafforzato da un livello di riserve energetiche nazionali pari a circa il 50%.
Nel corso della relazione, Paroli ha quindi posto l’accento sul valore del sistema portuale come vera e propria industria diffusa, capace di generare occupazione, valore e sviluppo lungo un’ampia filiera produttiva. L’insieme delle attività portuali, logistiche e industriali collegate contribuisce in maniera significativa all’economia del Paese, con un impatto che, se considerato nella sua dimensione più estesa, può arrivare a rappresentare quasi il 3% del PIL nazionale e sostenere oltre 133 mila posti di lavoro, destinati a crescere grazie ai programmi di investimento in corso.
Tra questi, un ruolo centrale è svolto dalla nuova diga foranea di Genova, infrastruttura strategica da 1,4 miliardi di euro che, con circa 6 km di sviluppo, consentirà l’ingresso in sicurezza delle grandi navi fino a 400 metri. L’opera si distingue per l’impiego di maxi cassoni prefabbricati, dalle dimensioni di una palazzina di 12 piani, e per un approccio orientato alla sostenibilità, basato su riutilizzo dei materiali, gestione dei sedimenti ed economia circolare, contribuendo al contempo alla protezione del porto e della città dagli effetti del cambiamento climatico. Complessivamente, il programma di opere infrastrutturali stradali e ferroviarie, vitali per sostenere l’aumento dei traffici marittimi e irrobustire le connessioni con i mercati d’oltralpe e i principali corridoi logistici europei, ammonta a oltre 3,6 miliardi di euro. Un investimento strategico per attrarre capitali privati, abilitare nuovi insediamenti produttivi e far crescere la competitività dell’intero sistema logistico italiano.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della transizione energetica, indicata come una delle principali direttrici di sviluppo dei porti. In questo ambito, Paroli ha richiamato gli investimenti per l’elettrificazione delle banchine che consentiranno alle navi di spegnere i motori durante la sosta riducendo le emissioni, e lo sviluppo del GNL come carburante di transizione, già operativo nei porti del sistema con le prime attività di bunkeraggio.
L’intervento del Presidente Matteo Paroli ha suscitato vivo interesse tra i soci del Rotary Club Genova Golfo Paradiso, come dimostrato dalle numerose domande e dal confronto sviluppatosi al termine della relazione, a conferma dell’attenzione verso il ruolo strategico del sistema portuale del Mar Ligure Occidentale per l’economia e lo sviluppo del Paese.


