L’AdSP mette a disposizione un’area del porto passeggeri per testare il ruolo delle specie vegetali nella captazione del particolato atmosferico.
Un’aiuola speciale, dove il verde esprime più di una funzione ornamentale diventando parte di una sperimentazione scientifica sulle capacità delle piante di “ripulire” l’aria, è stata installata nel porto passeggeri di Genova, nelle vicinanze di stazione Marittima. Si tratta di un modulo dimostratore realizzato nell’ambito di SALPIAM – Sostenibilità per l’ambiente e la salute dei cittadini nelle città portuali in Italia, il progetto nazionale dedicato allo studio degli impatti ambientali e sanitari nelle città portuali. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Genova e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che ha messo a disposizione l’area e garantito le infrastrutture necessarie alla realizzazione e mantenimento dell’allestimento arboreo.
La ricerca condotta dall’Università di Genova ha già analizzato le deposizioni del particolato sulle foglie e sperimentato il comportamento di diverse specie in condizioni controllate, anche attraverso una camera di simulazione atmosferica. Non tutte le piante, infatti, hanno la stessa capacità di intercettare le particelle: struttura, densità e caratteristiche fogliari possono influenzare in maniera significativa questo processo. Posizionata come una sentinella nel polo crocieristico di Genova, l’aiuola rappresenta il passaggio dalla ricerca in laboratorio alla sperimentazione sul campo per approfondire la conoscenza del meccanismo di captazione di una specifica selezione di sette specie arboree: alaterno, eleagno di Ebbinge, oleandro, ligustro del Giappone, melograno, viburno tino e limone. L’installazione verde, temporanee e modulare, è stata progettata per inserirsi negli spazi portuali senza interferire con la loro fruizione e avrà una durata prevista di sei mesi durante i quali verranno raccolti e analizzati dei campioni per le attività di monitoraggio e previste dal progetto.
L’obiettivo non è naturalmente affidare al verde il compito di sostituire le politiche di riduzione delle emissioni, ma affiancare agli interventi sulle fonti emissive una soluzione basata sulle capacità intrinseche della natura, valutandone concretamente potenzialità e condizioni di applicabilità. La sperimentazione potrà inoltre fornire indicatori e matrici utili per l’implementazione di interventi di inverdimento funzionale all’interno degli strumenti pianificatori portuali, sia negli ambiti più specifici di interazione porto-città che nelle aree propriamente operative dove ogni giorno lavorano migliaia di persone.
La collaborazione con UniGe si inserisce in un quadro più ampio di attività attraverso cui l’Autorità di Sistema Portuale sta lavorando alla conoscenza e alla mitigazione degli impatti ambientali delle attività logistico-portuali. Sul fronte della qualità dell’aria, la convenzione quinquennale sottoscritta con Regione Liguria e Arpal rafforza il monitoraggio nelle aree portuali e retroportuali, la condivisione dei dati e l’utilizzo della modellistica per comprendere le ricadute delle diverse sorgenti emissive. Parallelamente, l’AdSP ha avviato con l’Istituto Superiore di Sanità, sotto il coordinamento del professor Paolo Cremonesi, uno studio epidemiologico per approfondire la relazione tra caratteristiche ambientali, esposizione agli inquinanti e condizioni di salute della popolazione.
A queste attività di conoscenza e monitoraggio si affianca un programma articolato di interventi per accompagnare la transizione energetica del Sistema portuale e la riduzione degli impatti. L’elettrificazione delle banchine, completata nel mese di agosto nei porti di Genova e Savona, a regime consentirà alle navi all’ormeggio di alimentarsi dalla rete elettrica di terra, spegnendo i generatori di bordo e riducendo così le emissioni di ossidi di azoto, ossidi di zolfo, particolato e CO₂, oltre al rumore e alle vibrazioni. Parallelamente, nei due scali sono stati realizzati impianti intelligenti che permettono di gestire la produzione di energia dai campi fotovoltaici installati in porto, immagazzinarla e distribuirla all’utenza pubblica portuale in funzione dei fabbisogni. A Savona la transizione guarda anche alle tecnologie ancora in fase di sperimentazione, con il progetto avviato a settembre insieme ad ALIS, Assocostieri, Edison e FS Logistix per studiare una filiera dell’idrogeno verde applicabile alle attività logistiche, marittime e ferroviarie. Interventi diversi per tecnologia e maturità, ma accomunati dall’obiettivo di ridurre progressivamente l’impatto ambientale delle attività portuali e costruire le infrastrutture per un cambio epocale: trasformare i porti da industria diffusa altamente energivora a fonte di energia verde e rinnovabile per la comunità.
Il dimostratore SALPIAM aggiunge a questo percorso una componente sperimentale e naturale, mettendo il verde alla prova delle condizioni reali di un’area portuale e trasformando uno spazio del porto crociere e traghetti di Genova in un laboratorio a cielo aperto. La ricerca, in questo modo, diventa parte integrante della gestione del porto e uno strumento per individuare, insieme alla comunità scientifica, soluzioni sempre più efficaci per accompagnare lo sviluppo delle attività portuali con la tutela dell’ambiente e della qualità della vita.


