Una delegazione dell’Autorità portuale croata in visita a Palazzo San Giorgio per uno scambio di esperienze sui traffici marittimi, lo sviluppo dei terminal e i modelli di gestione portuale.
Per Genova e Rijeka la competitività passa anche dalla capacità di far crescere la produttività dei terminal in aree dove gli spazi di espansione sono limitati. È uno dei temi emersi il 4 novembre a Palazzo San Giorgio, dove una delegazione dell’Autorità portuale di Rijeka ha incontrato i rappresentanti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. La visita è stata organizzata con il supporto della Fondazione Accademia Italiana della Marina Mercantile.
Della delegazione croata facevano parte Marko Bubalo, responsabile del Dipartimento Commerciale, Gregor Dumanić, responsabile del Dipartimento Operativo, e Ivica Dušić, Port Facility Security Officer.
L’incontro si è aperto con uno scambio di valutazioni sull’attuale scenario dello shipping internazionale e sulle conseguenze della crisi del Mar Rosso per i collegamenti marittimi tra Asia ed Europa. È emersa una comune attenzione alle prospettive di ripristino della regolarità dei transiti attraverso il Canale di Suez, fondamentale per valorizzare il vantaggio geografico dei porti mediterranei rispetto agli scali del Nord Europa e migliorare l’efficienza delle catene logistiche internazionali.
Sul piano infrastrutturale, il confronto ha evidenziato come entrambi i sistemi portuali puntino sull’impiego di tecnologie avanzate per aumentare la produttività dei terminal e utilizzare in modo più efficiente gli spazi disponibili.
L’incontro è proseguito con un approfondimento sui modelli di governance e sulle modalità di relazione tra autorità portuali e operatori privati, con particolare attenzione agli strumenti di regolazione delle attività e alle dinamiche commerciali dei servizi portuali.
Ampio spazio è stato dedicato alla gestione dei rifiuti prodotti dalle navi, con un confronto sulle modalità di organizzazione dei servizi di raccolta, sui rapporti con gli operatori specializzati e sui sistemi tariffari previsti dalla normativa europea. I tecnici dell’Ufficio Ambiente dell’AdSP hanno illustrato il modello adottato nei Ports of Genoa, con particolare riferimento alle procedure di conferimento dei rifiuti e agli strumenti digitali utilizzati per il monitoraggio e la tracciabilità delle operazioni.
Un ulteriore approfondimento ha riguardato la port security, attraverso l’illustrazione dell’organizzazione dei servizi di vigilanza, della ripartizione delle competenze tra autorità pubbliche e operatori terminalistici e delle soluzioni tecnologiche adottate per il controllo degli accessi e la protezione delle infrastrutture. Sono stati inoltre presentati gli interventi di potenziamento e digitalizzazione dei varchi portuali, finalizzati a migliorare sicurezza ed efficienza nella gestione dei flussi di persone e mezzi.
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di scambio di esperienze tra due sistemi portuali che, pur operando in mercati e contesti geografici differenti, condividono sfide analoghe in termini di competitività, innovazione tecnologica e sostenibilità delle attività portuali.


