I Ports of Genoa hanno partecipato alla XXVII Euromed Convention “From Land to Sea”, in programma dal 24 al 27 settembre al Forte Village Resort di Pula, in Sardegna. L’appuntamento internazionale, organizzato dal Gruppo Grimaldi, riunisce ogni anno rappresentanti delle istituzioni e protagonisti dei settori marittimo, portuale, logistico, automotive e finanziario per un confronto sulle trasformazioni dello shipping e sulle principali sfide che interessano il trasporto marittimo internazionale.
Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, è intervenuto nel panel dedicato alle sfide geoeconomiche e geopolitiche del trasporto marittimo nel Mediterraneo, “Geoeconomic & Geopolitical Challenges for Maritime Transport in the Med Area” insieme a rappresentanti di istituzioni e porti italiani e internazionali. Al centro del confronto, l’impatto delle tensioni geopolitiche sulle rotte e sui traffici e le possibili conseguenze per la competitività della portualità mediterranea.
Nel suo intervento Paroli ha distinto gli effetti della crisi del Mar Rosso, iniziata nel 2023, da quelli della più recente situazione di criticità nell’area dello Stretto di Hormuz. La prima ha prodotto ripercussioni complessivamente contenute sui traffici di Genova, Savona e Vado Ligure. Più significativi i primi segnali del 2026: nei primi sei mesi dell’anno si registra una contrazione intorno al 10% dell’export containerizzato verso il Medio Oriente e una riduzione di circa il 4% delle importazioni di greggio dalla stessa area.
“Sono più preoccupato della permanenza di una situazione di crisi che non degli effetti che la crisi ha sino ad oggi comportato. In termini numerici, ritengo che la crisi non abbia scalfito il nostro sistema, che ha mantenuto una sua solidità sostanziale, frutto anche della caratteristica di tutti i nostri porti. Abbiamo in Italia porti multipurpose che riescono, con grande elasticità, a compensare le crisi di settore su una tipologia merceologica", ha sottolineato Paroli.
Il principale elemento di attenzione riguarda infatti il possibile cambiamento delle grandi direttrici del commercio marittimo. L’aumento dei costi del carburante e delle coperture assicurative sta portando le compagnie a rivalutare il ricorso alla circumnavigazione dell’Africa attraverso il Capo di Buona Speranza. Una scelta che, se dovesse consolidarsi, potrebbe ridurre il vantaggio competitivo del Mediterraneo e favorire i porti del Northern Range per i traffici destinati ai mercati dell’Europa centrale e meridionale.
Il presidente ha richiamato la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione degli scenari geopolitici e sulle conseguenze che questi potranno produrre sulle grandi direttrici del commercio internazionale. Se i dati registrati finora confermano la solidità dei Ports of Genoa, la prospettiva di una prolungata instabilità lungo le rotte del Medio Oriente pone una sfida più ampia alla competitività della portualità mediterranea e alla sua capacità di servire i mercati europei.
Paroli ha ricordato infine come anche gli scali del Nord Europa presentino criticità legate alla congestione e agli effetti dei cambiamenti climatici sulla navigabilità delle grandi vie fluviali. Per i Ports of Genoa, che hanno mostrato finora una sostanziale capacità di tenuta, l’attenzione resta quindi rivolta soprattutto all’evoluzione futura delle rotte e agli effetti che un prolungarsi dell’instabilità potrebbe determinare sulla competitività dell’intero sistema portuale mediterraneo.


