“Una pianificazione portuale efficace non può permettersi di lasciare indietro nessuno”. È questo il messaggio lanciato dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli, in occasione dell’evento “Genova crede nella grande nautica?” organizzato da Genoa for Yachting per presentare i risultati dello studio “L’impatto socio-economico della nautica professionale di Genova”, realizzato da TEHA e aprire un dibattito sul futuro di una delle industrie più eccellenti del porto di Genova.
L’indagine, che analizza gli impatti socioeconomici della nautica professionale e le relative direttrici di sviluppo, evidenzia il ruolo strategico di un settore che nel 2025 ha generato un impatto economico sul territorio di 663 milioni di euro contribuendo al PIL regionale con un valore aggiunto di 234 milioni di euro e assicurando un’occupazione qualificata per 4.800 addetti tra diretti e indiretti.
Nel corso del suo intervento, Paroli ha sottolineato l’importanza di questi dati e richiamato i numerosi punti di forza del comparto, caratterizzato da un’elevata produttività per metro quadro e da promettenti sbocchi occupazionali, soprattutto per i giovani. Al tempo stesso, ha ribadito la necessità di conciliare la crescita della nautica professionale con quella di altri settori e in particolare con quello delle vicine Riparazioni navali. Una prossimità che secondo Paroli rischia di condizionare la produttività dei due comparti.
“Lo scopo che stiamo cercando di perseguire è proprio quello di contemperare esigenze che non sempre sono conciliabili. Il settore della grande nautica e dei grandi yacht non è compatibile con la contiguità di un altro settore altrettanto importante per l’economia del territorio: quello della carpenteria navale industriale. Non perché operino sulle stesse fasce di mercato, ma perché alcune lavorazioni sono incompatibili. Ciò che ho notato è che si è creato un patchwork che non è virtuoso. Non fa lavorare bene né la nautica né il comparto delle riparazioni navali.”
Il passaggio decisivo per volgere questa problematica contiguità in un’armoniosa convivenza è la stesura del nuovo Piano Regolatore, che dovrà garantire ad entrambi i settori una crescita indipendente.
“Il percorso non sarà privo di complessità — osserva Paroli — ma il dialogo costruito in questi mesi con il Comune, la Camera di Commercio, la Capitaneria di Porto e la Regione ci mette nelle condizioni di individuare soluzioni efficaci. Ciascun attore sarà chiamato a fare la propria parte: ne sono convinto, i benefici saranno condivisi”.
In questo quadro si inserisce anche il futuro di Ente Bacini, soggetto centrale per il funzionamento dell’area delle riparazioni e della nautica professionale. Paroli ha chiarito che l’assetto della società dovrà essere valutato all’interno del disegno complessivo del Piano Regolatore Portuale e che, in questa fase, la priorità è garantire continuità operativa e coerenza con il percorso di riorganizzazione in corso. L’ipotesi di una privatizzazione non viene esclusa in prospettiva, ma potrà essere affrontata solo in un momento successivo, una volta definito il nuovo equilibrio funzionale degli spazi portuali.
Il Presidente ha inoltre richiamato la necessità di accompagnare questo processo con interventi infrastrutturali adeguati, a partire dall’espansione verso mare delle riparazioni navali resa possibile dalla nuova diga foranea, e con una visione capace di produrre benefici anche sul fronte del rapporto tra porto e città. In parallelo, ha posto l’attenzione su alcune criticità operative segnalate dalle imprese, in particolare quelle legate ai visti e alle procedure di imbarco e sbarco degli equipaggi, annunciando l’apertura di un confronto strutturato tra AdSP e tutti i soggetti competenti per individuare soluzioni condivise.


